LEGA NAVALE ITALIANA

 

REGOLAMENTO DI SICUREZZA

PER L’ATTIVITÀ ADDESTRATIVA IN ACQUA

PRESSO I CENTRI NAUTICI NAZIONALI

 

 

PARTE PRIMA – DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

 

1.1           Applicabilità ed Estensioni

 

Il presente Regolamento raccoglie le principali norme relative alla sicurezza delle persone e delle imbarcazioni che i Direttori dei Centri, gli Istruttori delle discipline nautiche e gli Aiutanti di Campo e di Centro sono tenuti ad osservare ed a far osservare durante lo svolgimento dell’addestramento in acqua dei partecipanti ai Corsi presso i Centri Nautici Nazionali della Lega Navale Italiana.

 

Restano salve, e devono quindi essere sempre applicate, le inderogabili disposizioni in tema di sicurezza previste dalle leggi, regolamenti, circolari ministeriali e da altre fonti giuridiche di cognizione normativa, come pure le norme emanate dalle competenti Federazioni del CONI, anche se non contemplate dal presente Regolamento, qualora siano più rigorose del Regolamento stesso.

 

1.2                    Responsabilità

 

Il Direttore del Centro è responsabile dell’applicazione del presente Regolamento  che ha lo scopo di garantire la sicurezza delle persone e, secondariamente, dei mezzi, nello svolgimento dell’attività addestrativa in acqua, per tutte le discipline nautiche (vela, canottaggio e canoa).

 

Egli ha la facoltà di disporre eventuali deroghe, rese necessarie ed opportune dalle specifiche caratteristiche del Centro e dello specchio acqueo nel quale si svolge l’attività addestrativa, tenendo sempre presente il fine primario della sicurezza.

 

Per lo svolgimento dell’attività addestrativa in acqua nel rispetto delle presenti norme, il Direttore del Centro si avvale dell’opera degli Istruttori e, secondariamente, degli Aiutanti di Campo o di Centro. La responsabilità della sicurezza non è delegabile e quindi rimane sempre del Direttore; egli, tuttavia, potrà delegare ai suoi collaboratori la necessaria autorità esecutiva.

 

1.3         Istruttori

 

Gli Istruttori devono essere iscritti alla Federazione della disciplina nautica di  propria competenza (FIV, FIC o FICK) ed essere in possesso dei relativi titoli che li abilitano all’attività istruzionale, in corso di validità. Eccezionalmente, quando non fosse possibile disporre di Istruttori Federali, il Direttore del Centro potrà affidare l’incarico ad atleti in attività agonistica o ad esperti qualificati di comprovate qualità, capacità ed esperienza.

 

         Agli Istruttori è affidata, fra l’altro, l’organizzazione e la conduzione dell’attività addestrativa in acqua, nei limiti della delega concessa dal Direttore del Centro. Gli Istruttori dovranno essere sempre presenti sul mezzo loro assegnato, per tutta la durata dell’attività in acqua. In ogni caso, gli Istruttori dovranno agire di loro iniziativa in qualsiasi circostanza che richieda un tempestivo intervento: per garantire la sicurezza delle persone e, secondariamente, delle imbarcazioni, come pure interrompere l’addestramento e disporre il rientro immediato delle imbarcazioni al Centro, in caso di peggioramento delle condizioni meteorologiche, o per qualsiasi altro motivo che possa pregiudicare lo svolgimento in sicurezza dell’addestramento in mare, informando via radio il Centro.

 

         Gli Istruttori dovranno, inoltre, controllare che le norme riportate al paragrafo successivo siano scrupolosamente applicate dagli Allievi durante tutto il periodo di svolgimento dell’attività in acqua e che il comportamento degli Allievi sia sempre aderente alle direttive impartite ed improntato alla massima correttezza. Al verificarsi di episodi di grave negligenza o scorrettezza, dovranno prendere tempestivi provvedimenti (rientro dell’interessato, cambio di ruolo in barca) per salvaguardare la sicurezza ed inoltrare, appena possibile, rapporto al Direttore del Centro, al quale solo compete infliggere eventuali punizioni. 

 

         Qualora nella stessa zona si svolgano attività diverse per disciplina sportiva o per tipo di imbarcazione che coinvolgano più mezzi e più Istruttori, uno di essi dovrà essere designato dal Direttore del Centro per il coordinamento della sicurezza in mare ed avrà la facoltà di impiegare tutti i mezzi necessari nell’eventualità di una emergenza che per la sua complessità, a suo giudizio, lo richieda.

 

1.4     Allievi

 

Possono partecipare all’attività in acqua soltanto gli Allievi regolarmente iscritti ai Corsi, che abbiano presentato il certificato medico ed ottemperato a tutto quanto previsto dall’apposito Bando “Vacanze Sport”, emesso dalla Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana.

 

Tutti gli Allievi devono saper nuotare. Sebbene faccia fede la dichiarazione firmata di chi esercita la potestà di genitore, il Centro dovrà esercitare appena possibile un controllo preventivo al fine di verificare l’effettivo grado di dimestichezza dell’Allievo con l’acqua.

 

Prima dell’inizio dell’attività in acqua e/o nel corso della stessa, gli Allievi dovranno:

·      Non presentare sintomi di anomalie fisiche o psichiche, quali: tosse persistente, difficoltà nei movimenti, evidente stanchezza, particolari stati emotivi, ecc.

·      Indossare sempre il salvagente, a meno delle deroghe previste dalla Parte Terza del presente Regolamento.

·      Portare il berretto.

·      Fare uso di creme contro le scottature solari, secondo le prescrizioni stabilite di volta in volta dal medico convenzionato o dalle Crocerossine.

 

1.5        Modalità e precauzioni comuni a tutti i corsi

 

Gli Istruttori dovranno accertarsi della sicura conoscenza da parte degli allievi del corretto impiego dei giubbotti salvagente, a cominciare da come devono essere indossati.

 

Prima dell’inizio di ciascun corso, dovrà essere tenuto agli Allievi un briefing preventivo generale sulla sicurezza in mare, che deve comprendere prove di familiarizzazione con il salvagente, con gli sbandamenti e gli assetti dell’imbarcazione, e se possibile una prova pratica di come comportarsi in caso di caduta in acqua, come sgottare in caso di imbarco d’acqua. Un briefing di richiamo sulla sicurezza ed in particolare sul modo di comportarsi a fronte delle specifiche condizioni meteorologiche della giornata dovrà essere effettuato subito prima dell’imbarco per ogni esercitazione in acqua.

 

Gli Istruttori, ed in subordine gli Aiutanti di campo, durante l’addestramento in acqua, al fine di prevenire eventuali infortuni o di limitare al massimo gli effetti degli stessi, nella deprecata ipotesi di caduta in acqua degli allievi, dovranno prestare la massima attenzione all’efficienza dei mezzi impiegati ed alla eventuale evoluzione dei fattori esterni che possono influenzare lo svolgersi dei corsi (condizioni del mare, vento, correnti, ecc…).

 

In caso di incidente di grave entità, l’istruttore responsabile o l’aiutante di campo, se il suo intervento si profila più tempestivo, oltre a prestare immediato soccorso all’infortunato, devono:

-       disporre, senza indugio, i provvedimenti necessari a ridurre i danni agli altri Allievi eventualmente interessati e alle cose;

-   interrompere l’addestramento e rientrare al Centro;

-       avvertire con il ricetrasmettitore in dotazione, il personale del Centro che si trova a terra, che si attiverà per i successivi adempimenti.

 

1.6    Mezzi di Assistenza

 

I mezzi di assistenza, generalmente gommoni, dovranno essere condotti da personale qualificato (almeno due persone per ciascun mezzo) scelto, di massima, fra gli Istruttori e gli Aiutanti di Centro, di età non inferiore a 18 anni. Tale limite di età può essere ridotto a 16 anni solo per particolari motivi ed in seguito a specifica autorizzazione del Direttore del Centro.

 

I mezzi devono essere controllati, a cura dei relativi conduttori, con sufficiente anticipo rispetto all’inizio dell’attività in acqua. Oltre ad accertarsi delle buone condizioni di efficienza del mezzo stesso, del suo motore e delle eventuali batterie di avviamento, i conduttori dovranno controllare che il serbatoio di carburante sia pieno e che vi sia altro carburante in adeguati contenitori, qualora la durata o il tipo di attività prevista lo richieda.

I conduttori dovranno, inoltre, controllare che a bordo vi siano, in aggiunta alle dotazioni proprie del mezzo (ancora, pagaie, gonfiatore se gommone, cime di ormeggio, parabordi, sassola, ecc.) anche le dotazioni di seguito elencate e che esse siano in buono stato di efficienza.

·        Un ricetrasmettitore VHF.

·        Un megafono.

·        Una sagola di almeno 15 m. e cime per il rimorchio di imbarcazioni.

·        Due salvagente (oltre a quelli per i conduttori).

·        Una coperta per eventuali casi di ipotermia.

·        Contenitore con medicamenti (non medicinali) di pronto impiego, quali: lacci emostatici, pallone rianimatore tipo AMBU (su almeno uno dei mezzi operanti in zona), busta di ghiaccio sintetico, ecc.

 

         Qualora nella stessa zona operino più di due mezzi di assistenza, essi dovranno essere identificabili a mezzo di numeri di fiancata ben visibili, di bandiere di diverso colore o di altro adeguato sistema, allo scopo di poter coordinare tempestivamente una eventuale operazione di soccorso.

 

1.7         Assistenza Sanitaria a Terra

 

In relazione alla distanza del Centro da un presidio sanitario pubblico ed alla disponibilità e tempestività di intervento di un’ambulanza, dovrà essere predisposta adeguata assistenza presso il Centro stesso.

Il livello di assistenza da predisporre dovrà comprendere, al livello minimo, una cassetta di pronto soccorso, contenente quanto previsto dalle norme per la navigazione da diporto ed una autovettura per il trasporto di un eventuale infortunato al più vicino pronto soccorso.

 

PARTE SECONDA – DISPOSIZIONI PER LA VELA

 

2.1           Imbarcazioni ed Equipaggi

 

Le imbarcazioni impiegate per l’addestramento devono essere in buone condizioni di efficienza. Le manovre fisse e correnti, l’albero, il boma, il picco, le vele, il timone e la deriva non devono presentare segni di deterioramento ed il loro funzionamento non deve presentare difficoltà. Esse devono essere dotate di tutti gli accessori previsti per il tipo di imbarcazione.

 

L’equipaggio delle imbarcazioni in dotazione deve essere compreso fra un numero massimo ed un numero minimo, come segue:

·        Caravel e Trident                 Max     4            Min    2

·        Flying Junior e L’Equipe                2                   2

·        Optimist                                     1                   1

Gli Istruttori di vela hanno il compito di assegnare, per ogni imbarcazione con equipaggio multiplo, i vari ruoli agli Allievi, avendo cura di destinare i più esperti o più anziani ai compiti che richiedono maggiore attenzione o abilità.

 

 

2.2           Mezzi di Assistenza

 

Il numero minimo di mezzi di assistenza (stabilito dalla FIV per le Scuole Vela) è di un mezzo ogni 8/10 imbarcazioni. Tuttavia, i mezzi in mare per la sola vela devono essere non meno di due, indipendentemente dal numero e dal tipo di imbarcazioni in addestramento. E’, inoltre, opportuna la presenza in acqua o presso il Centro, se vicino e collegato via radio con gli istruttori in mare, di un altro mezzo “pronto a muovere” con compiti esclusivi di soccorso. 

 

2.3           Condizioni Meteorologiche

 

Le condizioni meteorologiche devono essere tali da consentire lo svolgimento dell’attività addestrativa con ampie garanzie di sicurezza. Non si ritiene opportuno stabilire limiti di sicurezza prefissati di mare e di vento, in quanto essi variano in relazione alle caratteristiche dello specchio acqueo e della costa circostante, nonché al livello di preparazione e di esperienza degli Allievi. A titolo indicativo si dovrà tener presente che dopo le prime uscite di ambientamento tali limiti debbono mediamente collocarsi intorno a valori di mare non superiori a forza 2 e vento massimo di 6 mt/secondo.

 

La decisione di effettuare l’attività giornaliera, in relazione alle condizioni meteorologiche in atto ed alle previsioni, compete al Direttore del Centro, ferma restando la facoltà dell’Istruttore designato coordinatore per la sicurezza in mare di interrompere l’attività in qualsiasi momento.

 

 

PARTE TERZA – DISPOSIZIONI PER CANOTTAGGIO E CANOA

 

 

3.1           Imbarcazioni ed Equipaggi

 

Le imbarcazioni da canottaggio impiegate nell’addestramento devono essere in buone condizioni di efficienza, le scalmiere non devono presentare segni di deterioramento e il funzionamento dei carrelli nelle barche a sedile mobile non deve presentare difficoltà.

Le canoe impiegate nell’addestramento devono essere in buona condizione di efficienza e dotate, nei modelli che ne sono forniti, degli accessori che assicurano la riserva di galleggiabilità (sacche gonfiabili o forme in polistirolo espanso, inseriti a prua e poppa).

Imbarcazioni e canoe devono essere dotate di tutti gli accessori previsti, con remi o pagaie idonei e gli eventuali tappi a tenuta stagna.

 

Ogni imbarcazione / canoa deve imbarcare non più del numero di Allievi previsto dai modelli “singolo”, “doppio”, “quattro”.

Gli Istruttori di canottaggio / canoa hanno il compito di assegnare a ogni mezzo ad equipaggio multiplo i vari compiti agli Allievi, avendo cura di destinare i più esperti ai compiti che richiedono maggiore attenzione o abilità.

 

Per agevolare l’apprendimento degli Allievi, è opportuno che per le prime lezioni vengano utilizzate imbarcazioni e/o canoe di tipo dotato di buona stabilità (relativamente più larghe dei modelli c.d. olimpici, da competizione) che semplificano il mantenimento dell’equilibrio.

 

3.2           Mezzi di assistenza

 

         Per la pratica del canottaggio / canoa è indispensabile effettuare una prova di nuoto intesa ad accertare la capacità di ogni allievo di mantenersi agevolmente a galla in caso di rovesciamento, dato che non è possibile indossare giubbetti salvagente che limiterebbero la libertà di voga/pagaiata.

 

L’assistenza deve essere necessariamente individuale all’inizio del corso, con l’istruttore che in una prima fase fa acquisire equilibrio all’allievo trattenendo al pontile la punta dell’imbarcazione da canottaggio o della canoa; in una fase successiva si consentirà all’allievo di staccarsi dal pontile, seguendolo per le prime volte con una barca sia per l’assistenza sia per intervenire con i consigli necessari per la corretta impostazione del gesto atletico.

Una volta acquisita sufficiente sicurezza e autonomia da parte degli Allievi, il numero di mezzi di assistenza potrà essere di uno per ogni 8/10 imbarcazioni o canoe, che vigilerà su una estremità dell’area di addestramento (solitamente un circuito) mentre un secondo mezzo con l’istruttore a bordo presterà assistenza sull’altra estremità del percorso dove contemporaneamente interverrà anche sul piano degli aspetti formativi del corso.

 

3.3         Condizioni meteorologiche

 

         L’addestramento, così come la pratica, del canottaggio e della canoa si può svolgere solo con buone condizioni meteorologiche, cioè in assenza di onda e con brezza leggera.

Per questa ragione, il canottaggio e la canoa in acque protette possono essere considerate sport intrinsecamente sicuri.

 

 

3.4         Distanza dalla costa

 

         Qualora i corsi prevedano lezioni che si svolgono in mare, all’esterno di aree portuali riparate, le imbarcazioni da canottaggio o le canoe, vista l’impossibilità di tenere a bordo giubbetti salvagente e dotazioni di sicurezza, sono tenute a non allontanarsi oltre 300 metri dalla costa, fermo restando il rigoroso rispetto di tutte le norme di cui al precedente para 3.2..